Quattro eroi del fumetto affrontano gli effetti la crisi climatica

Pubblicato il 7 agosto 2026 alle ore 19:22

Corto Maltese, Nathan Never, Diabolik e Dylan Dog appartengono a tradizioni narrative differenti. Eroi del fumetto noti al grande pubblico da più generazioni, hanno in comune il fatto di essere stati di recente protagonisti di avventure sul cambiamento climatico. In operazioni di questo tipo, la crisi ambientale deve essere adattata ai codici specifici di ciascuna serie. Negli albi che citiamo diventa rispettivamente scenario politico, enigma scientifico, movente criminale o minaccia perturbante.

Il fenomeno non è nuovo: i supereroi Marvel e DC si sono già fatti portavoce di messaggi politici, sociali e ambientali. Nel contesto italiano, tuttavia, il loro impiego assume un carattere peculiare, poiché il fumetto nazionale non ha sviluppato una tradizione supereroistica paragonabile a quella statunitense, ma ne ha prevalentemente importato i modelli.

 

In L’isola di ieri (2025), Corto Maltese è trasportato nel presente e nelle isole del Pacifico già in pericolo per l’innalzamento del livello del mare. Corto non è un eroe militante né un divulgatore: attraversa le contraddizioni del mondo contemporaneo, entrando in contatto con comunità che rischiano di perdere non soltanto il territorio, ma anche memoria e identità. Centrale nella vicenda è la figura femminile di Lan-Shi, eco-attivista cinese, che richiama una dimensione politica oltre a quella propriamente scientifica.

Nella storia di fantascienza Uniti per il pianeta (2021) si adotta invece il registro più esplicitamente didattico, in un progetto nato in collaborazione con il Ministero per la transizione ecologica. Nathan Never, affiancato da Martin Mystère e Mister No, mette in relazione futuro, presente e passato, mostrando come la crisi climatica sia il risultato di processi storici e industriali.Il personaggio della scienziata Greta Suzuki introduce nel racconto concetti come emissioni di CO₂, effetto serra e responsabilità antropica. La struttura corale suggerisce che un problema globale non possa essere risolto dal singolo eroe, ma richieda conoscenza, cooperazione e partecipazione collettiva.

In Colpo di calore (2024), albo speciale fuori serie pubblicato nella collana Comics&Science del CNR, Diabolik, personaggio iconico del fumetto noir italiano, viene coinvolto da Eva Kant nella ricerca di una climatologa rapita. Dietro il sequestro emergono interessi economici e conflitti tra tutela ambientale e profitto. Il cambiamento climatico non è soltanto una catastrofe futura, ma un terreno di speculazione già presente.

Il grande freddo (numero 461 della serie - gennaio 2025) compie l’operazione più simbolica. Dylan Dog indaga su omicidi collegati a una spedizione artica insieme alla glaciologa Nora. Lo scioglimento dei ghiacci viene trasformato in orrore, mito e ritorno del rimosso: la natura non è uno sfondo passivo, ma una presenza ferita che sembra reagire alla violenza umana.

Le analogie sono evidenti: tutti e quattro gli albi rifunzionalizzano il fascino di eroi tradizionali facendo attenzione a non snaturarli e affidano a personaggi femminili un ruolo centrale nella comprensione della crisi. Vi sono però anche delle differenze nel modo di veicolare il messaggio sul clima: Corto testimonia le conseguenze politiche e umane, Nathan spiega, Diabolik smaschera gli interessi, Dylan trasfigura la paura. In nessun caso l’eroe può davvero “salvare il pianeta”: può però coinvolgere il lettore, stimolando in lui curiosità e consapevolezza. Si favorisce inoltre un dialogo intergenerazionale tra i fan di lunga data degli eroi coinvolti e le nuove generazioni di lettori. 

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