Nord e Sud del mondo. Il Golfo del Bengala, Il Circolo Polare Artico. Due luoghi lontanissimi, due storie, collegati dagli effetti della stessa crisi.
In Globale. Un mondo, un clima, scritto da Eoin Colfer e Andrew Donkin e illustrato da Giovanni Rigano, e pubblicato in Italia da Mondadori nel 2023, il cambiamento climatico viene raccontato attraverso le storie parallele di Sami e Yuki. Sami vive con il nonno in un villaggio di pescatori affacciato sull’Oceano Indiano; Yuki appartiene a una comunità inuit del Canada settentrionale. Questa struttura, con ambientazioni in realtà geografiche distanti o in ecosistemi differenti per vicende che poi si intrecciano, ricorre anche in altri graphic novel sul climate change, come Il limite del mondo di Barbara Borlini e Francesco Memo o Sottosopra di Zamp.
Il giovane Sami si avventura in mare alla ricerca di un oggetto appartenuto alla madre, morta insieme al padre durante una tempesta. Yuki è una ragazza coraggiosa che attraversa invece i ghiacci con il proprio cane per fotografare un "grolare", ibrido tra orso polare e grizzly, e impedire che venga abbattuto. L’animale è il simbolo vivente di confini naturali che si spostano e di ecosistemi stravolti.
In entrambi i racconti la natura è imprevedibile e violenta, ma è ben chiaro come il pericolo nasca dagli equilibri ambientali alterati dall’azione umana.
Due paesaggi, la stessa paura
Giovanni Rigano distingue le due vicende attraverso palette cromatiche contrastanti. Le tavole di Sami sono nei toni del verde, del marrone e dell’azzurro; quelle di Yuki sono dominate dal blu, dal viola e dal bianco dei paesaggi artici. Nel primo caso prevalgono l’affollamento e la precarietà; nel secondo il vuoto e l’isolamento. Si alternano piani stretti, che mostrano la paura e la determinazione dei protagonisti, a grandi vedute nelle quali i loro corpi appaiono piccoli rispetto al mare, al ghiaccio e alle tempeste.
Sami e Yuki non si conoscono, tuttavia, hanno qualcosa in comune. Non a caso anche il loro aspetto fisico, così come li ha disegnati Rigano, li rappresenta simili. Condividono la perdita, la solitudine e il desiderio di intervenire. La struttura parallela suggerisce che le loro storie non siano davvero separate: gli effetti del cambiamento climatico si manifestano in modi differenti, ma appartengono a un unico sistema. Con un finale a sorpresa a rinforzare questa idea.
Disegnare e raccontare le migrazioni climatiche
Nel villaggio di Sami il mare avanza, le abitazioni vengono spostate e la pesca diventa sempre meno produttiva. Gli adulti discutono sulle possibili soluzioni, ma nessuna sembra sufficiente. Il fenomeno è globale, ma si manifesta nella vita quotidiana: meno pesci, meno terra abitabile, meno possibilità di restare.
Anche la comunità di Yuki si sta svuotando. Sua madre lavora come agente immobiliare e “aiuta la gente ad andare via”. Tra le persone partite c’è la migliore amica della ragazza. Il riscaldamento globale modifica quindi non soltanto il paesaggio, ma impatta anche sul lavoro, gli affetti (per le persone, per i luoghi) e ipoteca concretamente il futuro delle comunità.
Entrambe le storie affrontano quindi il delicato tema delle migrazioni climatiche: arretrano le coste, scompare il ghiaccio: diminuiscono risorse e spazio vitale e le persone abbandonano i villaggi.
Memoria, natura, responsabilità e sopravvivenza
Per Sami la fortuna è qualcosa di concreto: una pesca sufficiente, il ritorno a casa, la sopravvivenza a una tempesta. Il coltello appartenuto alla madre rappresenta il legame con un passato nel quale il mondo sembrava ancora stabile. Anche nella storia di Yuki c’è un oggetto ereditato: un arpione legato alla storia della propria famiglia. Coltello e arpione mettono in relazione memoria, natura e sopravvivenza, accompagnano i ragazzi mentre cercano di adattarsi a condizioni nuove, in una dinamica tra passato, presente e futuro tipica della climate fiction in generale e del fumetto climatico in particolare, specie se del filone distopico.
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