“Il mondo sognato da Femore” è un progetto teatrale promosso e sostenuto dalla Fondazione Golinelli, prodotto da Planetaria content factory – diretta da Stefano Accorsi – e da Emilia Romagna Teatro Fondazione (ERT).
In scena al Teatro Arena del Sole lo scorso 10 febbraio, lo spettacolo ha coinvolto nel pubblico circa 600 studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado dell’area metropolitana di Bologna, proponendo un’esperienza che intreccia linguaggio teatrale, fumetto e divulgazione scientifica. Protagonisti sul palco Cristiana Capotondi, Matteo Giuggioli e lo scienziato Giulio Boccaletti, in un dialogo serrato tra racconto e riflessione sui grandi temi della sostenibilità.
La trama: un fumetto come viaggio nel mondo che cambia
Lo spettacolo, scritto da Filippo Gentili, mette al centro della narrazione un ragazzo che sta lavorando a un fumetto da presentare ad un concorso. La madre si ferma ad ascoltare la storia che prende forma tra esitazioni, ripensamenti e improvvisi slanci creativi.
Il protagonista del fumetto si chiama Femore: un viaggiatore che attraversa il pianeta accompagnato da un corvo parlante. Tavola dopo tavola, il viaggio diventa un’esplorazione dei nodi cruciali del nostro tempo: crisi climatica, sostenibilità ambientale, fragilità degli ecosistemi, responsabilità collettiva.
Arte contemporanea e divulgazione scientifica
Lo spettacolo si inserisce nel programma della mostra “I Preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi”, allestita presso il Centro Arti e Scienze Golinelli, inaugurata nell’ambito di Art City Bologna e visitabile fino al 28 giugno.
La mostra presenta una selezione di circa cinquanta opere – tra dipinti, installazioni, arazzi, sculture, disegni, fotografie e video – scelte dalle oltre 850 che compongono la Collezione Marino Golinelli. L’abbinamento tra esposizione e performance teatrale costruisce un percorso integrato
Pensando alle nuove generazioni
Il target dichiarato – studenti delle scuole secondarie – chiarisce l’intento pedagogico dell’iniziativa. Non si tratta solo di sensibilizzare, ma di costruire fiducia nel futuro. In un momento storico in cui la crisi climatica rischia di essere percepita come paralizzante, la scelta di raccontarla attraverso il viaggio e l’invenzione visiva rappresenta un atto culturale preciso: prima di cambiare il mondo, occorre saperlo immaginare.
Per saperne di più: leggi l'articolo sul sito della Fondazione Golinelli
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